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Omega-3 e azione antinfiammatoria per artrite reumatoide, ictus, setticemia |
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I ricercatori dell'Università' di Pittsburgh (Usa) hanno pubblicato uno studio che spiega il perché i cibi ricchi di acidi grassi omega-3 riescono a ridurre i rischi cardiovascolari.
Il capo-ricerca Francisco J. Schopfer e il suo team hanno infatti scovato una nuova classe di mediatori cellulari che sta alla base dell'azione degli omega-3.
All'origine c'e' un virtuoso meccanismo di trasformazione cellulare che parte da alcuni tipi di cellule immunitarie presenti nei tessuti infiammati, i macrofagi, e arriva fino ad alcuni sottoprodotti dei grassi 'buoni', capaci di un'azione antiossidante e antinfiammatoria.
L'interesse per i risultati dello studio pubblicati su Nature Chemical Biology e' legato a nuovi farmaci che potrebbero attivare la reazione positiva li' dove l'organismo lo richiede. Spetta ad un farmacologo italiano, Mauro Perretti, in servizio presso la Queen Mary University di Londra, la scoperta del principio benefico del pesce.
Il suo studio, condotto in collaborazione con la Harvard Medical School di Boston, ha dimostrato che una porzione dei tanto osannati grassi omega 3, contenuti nell'alimento, si trasforma in una sostanza denominata resolvina D2. Tale molecola induce le cellule endoteliali dei vasi a produrre un inibitore del processo infiammatorio.
Secondo gli autori dello studio sono sufficienti dosi minime di resolvina D2 per ottenere un significativo beneficio contro l'infiammazione.
L'assenza di effetti collaterali rende questa sostanza particolarmente adatta per la cura di malattie quali artrite reumatoide, ictus e setticemia.
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