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ENZIMI! |
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ENZIMI!
di Armando Vinci
http://www.armandovinci.com
Più di 25 anni fa, il Professor Max Wolf, co-autore con Karl Ransberg del best-seller "Enzyme Therapy" (Regent House 1972), effettuò con successo degli esperimenti, utilizzando enzimi proteolitici, su ammalati di sclerosi multipla.
Nel 1973, il professor Tsiminakis dell'Istituto di Neurologia dell'Università di Atene e il Dr. Sedivi dell'Ospedale di Neurologia in Russia, riportarono l'efficacia clinica del trattamento della sclerosi multipla con una mistura di enzimi, principalmente: tripsina, bromeina, papaina, amilasi e lipasi e alcuni bioflvonoidi.
Poichè la connessione tra sistema immunitario e sclerosi multipla, non fu ipotizzata a suo tempo, Wolf teorizzò che gli enzimi avevano un effetto antivirale e additò a questo il suo successo clinico.
In seguito ci furono prove della stimolazione del sistema immunitario da parte degli enzimi proteolotici.
Le ricerche mostrano come l'assunzione di enzimi, oralmente o per via endovenosa, aumentava la produzione di macrofagi in risposta ad una situazione immunitaria complessa.
Successivamente si vide che il processo di deterioramento della mielina, poteva essere ridotto con l'uso di tali micro-organismi.
In accordo con P.V. Lehmann, M.D., della Case Western Reserve University, Cleveland, si giunse alla conclusione che la terapia enzimatica determinava una risposta di regolazione immunitaria alle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla.
La cosa più interessante fu che gli enzimi, miglioravano anche la circolazione, la riparazione dei tessuti, la rimozione delle tossine e dei prodotti di scarto metabolico e una miglior assimilazione e trasporto dei nutrienti, aumentando la forza e la resistenza del corpo.
Ci sono due fasi del trattamento, una di carico e una di mantenimento.
Nella prima fase, i dosaggi enzimatici sono alti e frequenti, nella seconda, decrescono sensibilmente.
Nella sclerosi multipla, si vide che l'uso di tale pianificazione, su 43 pazienti, portò ad un rallentamento della malattia e in alcuni casi l'abolizione della paralisi.
In seguito la terapia enzimatica è stata ampliata e consigliata a tutti coloro che volevano migliorare il loro stato di salute.
Il Dr. Edward Howell, un pioniere nello studio degli effetti terapeutici degli enzimi, osservava che diete ricche di cibi crudi o lo stesso digiuno, determinavano un aumento degli enzimi corporei e una migliore risposta immunitaria, con un notevole potenziamento della salute generale.
Ogni cibo, se consumato crudo, contiene gli enzimi utili alla sua digestione.
La cottura e la lavorazione distrugge tali organismi ed il corpo per sopperire a ciò, deve produrne quantità elevate.
Un eccesso di produzione enzimatica porta ad ipertrofia degli organi addetti alla loro produzione.
Uno studio effettuato su dei cadaveri, ha mostrato come il pancreas in un essere umano di
Un altro interessante esperimento a riguardo è stato condotto nelle Filippine dalla Scuola di Igiene della Salute Pubblica (1933).
In generale, le situazioni che richiedono una forte risposta enzimatica sono:
Assunzione di cibi cucinati, bevande caffeiniche e alcooliche.
- Riniti e affezioni virali.
- Gravidanze.
- Stress in generale.
- Esercizio fisico intenso.
- Cattive condizioni climatiche.
- Allergie, intolleranze alimentari.
In più, il nostro organismo perde giornalmente enzimi attraverso i normali processi di eliminazione quali la sudorazione, l’urina e le feci.
Anthony J. Cichoke, D.C., uno scrittore e ricercatore, nel suo libro "The Complete Book of Enzyme Therapy" (Avery Publishing Group, 1999) dice:"Io incoraggio le persone a discutere con i loro medici i miei "5-Step Jump-Enzyme Program"....il programma include:
* disintossicazione, integrando la dieta con succhi freschi naturali;
* elimanare cibi che contengono additivi, cibi raffinati, carboidrati lavorati e grassi saturi e limitare le proteine;
* integrare con vitamine A, C, D, E, gruppo B, magnesio, selenio, zinco, estratti di timo, ed enzimi vegetali;
* fare esercizio fisico;
* avere un approccio positivo alla vita e ridurre lo stress.
In mia esperienza, un approccio alimentare "enzimatico" per chi pratica allenamento intenso, deve considerare un controllo insulinico associato ad un apporto calorico non eccessivo, organizzato su quattro o cinque pasti e integrato con omega 3 ed enzimi vegetali (attualmente i due prodotti migliori a mio parere sono rispettivamente NutiZym e il simile NutriZyme, acquistabili entrambi in una comune farmacia).
Trovo molto utile e semplice l'approccio di John Berardi (www.johnberardi.com) per il controllo insulinico.
Essenzialmente l'organizzazione dei pasti si effettua associando:
-carboidrati e proteine magre, in genere preferisco come proteine magre un prodotto in polvere ed evito di assumere troppa pasta, pane o riso.
-proteine con grassi, da fonti salutari.
Caratteristiche degli enzimi.
• Sono attivi ad una temperatura che si avvicina a quella del corpo umano.
• Possono funzionare in un ambiente variabile da Ph
• La loro attività inizia già nella parte superiore dello stomaco. Questo favorisce la diminuzione della secrezione enzimatica digestiva propria dell’organismo, consentendo al pancreas di produrre maggiori quantità di enzimi sistemici e immunitari. Infatti, gli enzimi alimentari vengono attivati “naturalmente” dal calore già durante la masticazione dando così inizio al processo cosiddetto di “pre-digestione”, che continua anche mentre il cibo prosegue il suo cammino verso lo stomaco, per poi essere inattivati dalle secrezioni gastriche. In seguito, l’ambiente alcalino dell’intestino tenue riattiva gli enzimi alimentari che contribuiscono al compimento del
processo digestivo.
• Scompongono efficacemente proteine, carboidrati, grassi e fibre, a differenza per esempio di bromelaina e papaina che svolgono un’azione esclusivamente
proteolitica.
Gli enzimi nella pratica sportiva
Gli atleti possono beneficiare grandemente dell’integrazione con enzimi alimentari, dal momento che assumono già vitamine, minerali e integratori.
Sono gli enzimi che fanno funzionare questi nutrienti.
Inoltre l’esercizio fisico provoca un innalzamento della temperatura corporea e quindi una maggior e più rapida richiesta organica di enzimi.
Allo stesso tempo i carboidrati vengono bruciati più in fretta e sono necessari più nutrienti per il rifornimento energetico. Poiché gli atleti adottano diete principalmente a base di cibo cotto, se l’organismo non viene rifornito dall’esterno di enzimi alimentari la riserva propria dell’organismo subisce una drastica riduzione a causa del rapido incremento della richiesta di enzimi endogeni con conseguente calo di prestazione, affaticamento ritardo nel recupero.
Armando Vinci
Per maggiori informazioni potete contattare l’autore attraverso il suo sito web http://www.armandovinci.com
REFERENZE
1. The merck manual, 16th Ed., Berkow R, Editor.
2. Personal communication. Multiple Sclerosis Foundation. Letter dated July 28, 1992.
3. Cichoke A J. Enzymes and enzyme therapy: how to jump start your way to lifelong good health.
4. Glenk W, Neu S. Enzyme die bausteine des lebens wie sie wirken. Helfen und Heilen,
5. Neuhofer C. Multiple sclerosis: treatment with enzyme preparations. First International Conference on Systemic Enzyme Therapy,
6. Baumhackl U. Systemic enzyme therapy, current position and recent advances. 17th Symposium, St. Polten,
7. Ransberger K, van Schaik W. Enzymtherapie bei multipler sklerose. Der Kassenarz 1986 Oct:41;41-5.
8. Dasgupta MK, et al. Circulating immune complexes in multiple sclerosis; relation with disease activity. Neurology 1982:32;1000-4.
9. Bonney RJ, Davies P. Possible autoregulatory functions of the secretory products of mononuclear phagocytes. In
10. Lehmann PV, et al. Spreading of T cell autoimmunity to cryptic determinants of an autoantigen. Nature 1992;358:155-7.
11. Neuhofer C. Enyzmtherapie bie multipler sklerose. Hufeland J Biologisch-medizinisches Zentralorgan 1986:47.
12. Cichoke A. The complete book of enzyme therapy. Garden City Park (NY): Avery Publishing Group; 1999.



