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COME SVILUPPARE UN FISICO FORTE ELASTICO E RESISTENTE (1 PARTE) |
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FORTE ELASTICO E RESISTENTE. . . .
CARATTERISTICHE FONDAMENTALI PER UN
CORPO IDEALE (1° parte )
di Carlo Mulatero
http://www.carlomulatero.com
All'inizio degli anni '80 con questo motto pubblicizzavo la mia attività. Tutto partiva da convinzioni che scaturivano da esperienze personali per risultati ottenuti e dal "tipico" ragionamento: io penso che....! A distanza di tempo vedo confermate le mie convinzioni, avendo ottenuto ora, a quarant'anni, la migliore forma fisica, grande resistenza, ottima flessibilità, arricchito da una buona esperienza nel campo delle attività motorie.
Tutto grazie alla mia passione: il Body building. Il trinomio forza/elasticità/resistenza é soggetto alla variabile dei rispettivi allenamenti specifici, questo non si discute, ma la capacità di ottenere ottimi risultati nelle diverse specialità e una realtà raggiungibile attraverso l'organizzazione di allenamenti che ci possono condurre ad ottenere la definizione di atleta con doti di versatilità e di zittire quegli esperti, o pseudo tali, di attività fisiche che senza conoscere il culturismo ne parlano a sproposito. Il Body building è apprezzato da chi lo conosce profondamente, è un mondo che solo cercando di capirlo ed esplorarlo ti permette di viverlo ed amarlo. Da premettere che qui si sta parlando di allenamenti, metodi altamente tecnici e ben programmati, perchè molti nostri denigratori, a ragione, ci criticano non solo per lo stile e l'atteggiamento impropri, ma anche per allenamenti che non trovano nessun avallo scientifico.
Una breve parentesi: quando due amici si incontrano ed uno di loro ha appena ritirato in concessionaria la spider nuova, scorge dal luccichio di desiderio, negli occhi dell'amico, la voglia di guidarla, con un gesto gentile gli offre le chiavi dicendogli: "vuoi provarla"? Così sarebbe bello poter fare con il nostro corpo. Farlo provare a quelle persone che non si rendono conto di dove si può spingere il fisico di un atleta, che capacità possono avere le gambe allenate dallo squat o come è solida la schiena dopo anni di trazioni alla sbarra.
Purtroppo non è possibile. A volte mi rattristo quando leggo letterature scientifiche che, valutando l'efficienza e le funzioni dell'uomo, quasi ti impongono che a quarant'anni il battito cardiaco non debba andare oltre certi valori, la flessibilità si riduca , la percentuale di grasso aumenti (anche se la pliche indica uno spessore come quello di un soggetto giovane), la muscolatura non passa svilupparsi, quasi a dire: mio caro, preparati alla pensione! Nessuno vuole invertire il processo di invecchiamento, la natura lo vuole e si deve essere naturali anche in questo campo, ma non esiste nessuna valutazione funzionale specifica su atleti in avanti con gli anni che hanno saputo tutelare il proprio patrimonio di tessuti muscolari e strutture. Il Body building può dimostrare molto come disciplina superiore e assolutamente completa. Passiamo ora ad esporre. per poi analizzare, alcuni punti su cui si basa questo intervento che credo possano interessare, ma magari non essere condivisi. Sono affermazioni, queste, che trovano conferma in un Body building che mira alla massima efficienza funzionale e rincorrere come obiettivi fondamentali la salute e il benessere.
Queste sono esperienze personali.
a) La flessibilità o mobilità articolare è una componente importante delle prestazioni atletiche, e di conseguenza il suo miglioramento apre la strada a nuovi risultati positivi. Elasticità che deriva dalla coordinazione nervo-muscolare, influisce sulla flessibilità.
b) Il Body building, oltre ad apportare benessere fisico generale, permette di aumentare la flessibilità delle articolazioni di tutto il corpo.
c) Il Body building è tra le attività che meno necessitano di stretching.
d) Il programma di allenamento detto di specializzazione "aree carenti" nuoce alla flessibiltà.
e) Ripetizioni negative e forzate sono infatti "negative" perchè forzano il nostro limite naturale.
f) Esercizi fondamentali per la mobilità articolari ottimali a livello di rachide lombare sono: squat, stacco (versione gambe semi-tese), più lavoro addominale specifico.
a) Per questo primo punto, si può affermare che il miglioramento dalla mobilità articolare permette di eseguire esercizi con maggiore escursione, quindi più lavoro. Da questo , lavoro = forza x spostamento, dove il peso (forza applicata) come costante x escursione più ampia = maggiore lavoro eseguito. Quindi allenamenti che saranno più produttivi, questo sia per rendimento che per ottenere più sviluppo muscolare.
b) Per quanto riguarda il Body building ed una migliore flessibilità (le foto qui associate vogliono dimostrare come "malgrado" mi sia sempre allenato da convinto body builder, i risultati non manchino) la risposta viene data semplicemente da quello che il culturismo ha sempre diffuso con le sue tecniche di allenamento, cioè non trascurare nessun muscolo per arrivare alle giuste proporzioni e simmetria, che sono poi uno dei principali obiettivi. La contrazione di un muscolo è possibile grazie al rilassamento, per riflesso nervoso del suo antagonista. Più sottoponiamo ad un'intensa contrazione un muscolo, maggiore sarà il rilassamento del muscolo antagonista. Esistono limiti strutturali alla flessibilità, che sono determinati da fattori genetici. Sono responsabili di ciò i tessuti osseo-muscolare, legamenti e tendini, quindi è chiaro che oltre i limiti stabiliti dalla natura non si può andare, ma riuscire ad arrivare al proprio massimo e mantenere i risultati anche col passare del tempo è molto importante. RISULTA DUNQUE FONDAMENTALE COL PASSARE DEGLI ANNI RIUSCIRE AD ARRIVARE AD ESERCITARSI IN MANIERA PIU'QUALITATIVA E PERSONALIZZATA.
c) L'affermazione del punto "c" si deduce da quello precedentemente descritto: il tipico allenamento del body builder permette di beneficiare del fattore chiamato "inibizione reciproca" tra i muscoli, il che comporta il rilassamento di un muscolo quando l'altro si contrae. Nella maggior parte delle pratiche sportive, dove è ripetitivo e solo su alcuni gruppi muscolari, lo stretching ai tessuti che compongono i muscoli è indispensabile.
d) Quando, dopo un certo periodo di allenamento, verifichiamo o facciamo verificare i nostri risultati, molto spesso constatiamo che alcuni settori del nostro corpo non hanno reagito secondo le nostre aspettative. A quel punto, da buon culturista, osservo, sperimento e imparo. In genere, l'errore più comune è quello di intensificare il lavoro di quell'area, ottenendo, nella maggioranza dai casi, indolenzimento acuto, magari con danni di vario genere e senza il benchè minimo miglioramento . L'argomento è di ampio interesse e necessita di un discorso a parte. Quello che qui è da mettere in evidenza è che una eccessiva mole di lavoro nel muscolo "carente", oltre a non produrre niente di positivo, se non si rispettano particolari accorgimenti , finirà col creare squilibrio sulle articolazioni rendendole dolenti, perchè l'equilibrio (esempio bicipite - tricipite) verrà a mancare.
Quindi la "specializzazione" è un allenamento delicato da valutare attentamente per non causarci, negli anni, inconvenienti.
MOLTI PRATICANTI, PER QUESTO MOTIVO, HANNO CHIUSO CON GLI ALLENAMENTI.
e) Ripetizioni negative e forzate cercano di portare i muscoli oltre quei limiti permessi dalla nostra struttura neuro-muscolare. Oltre ad essere rischiose, possono causare danni, dei micro-traumi, che rendono fibrotica quella zona del muscolo, a scapito dell'elasticità. Anche se esiste un motto caro a molti, "niente dolore, niente crescita", è opportuno giungere alla sensazione di dolore da muscolo lavorato, non traumatizzato. La fase eccentrica dello sforzo pare sia quella che più danneggia le fibre. Consiglio, a chi vuole diventare più flessibile e rimanerlo, di non usare queste tecniche.
f) Squat e stacco. La tecnica di esecuzione e la capacità di eseguire questi esercizi è fondamentale. Servono mesi di applicazione per ottenere vantaggi a livello di mobilità articolare. Alcuni soggetti, non riuscendo ad eseguire correttamente gli esercizi, hanno bisogno di tempo per prepararsi a questi allenamenti ed eseguirli bene, proficuamente e in tutta sicurezza.
Il rachide lombare e tutta la zona del bacino sono fortemente sollecitati dalle contrazioni isotoniche dalla "accovacciata", queste devono essere bilanciate da forti sollecitazioni del movimento flessione/estensione del busto. Questo per il discorso precedentemente affrontato: agonista-antagonista. Pertanto , se si esegue lo squat , si dovrebbe eseguire anche lo stacco (con gambe semi-tese) per trarne vantaggi a livello di mobilità articolare. Non esistono alternative per muscoli flessori del femore : non è sufficiente il leg curl che, come esercizio mono-articolare, interessa principalmente il capo breve del bicipite femorale , mentre il capo lungo, il semimembranoso e semitendinoso lavorano con movimenti del busto a schiena tesa. N.B. Il capo breve del bicipite femorale si inserisce a metà del femore, per arrivare al perone : quindi la sua azione si esplica con la flessione della gamba sulla coscia . Il semimembranoso e il semitendinoso sono attaccati al bacino (tuberosità ischiatica) e nella estremità opposta alla tibia, il capo lungo del bicipite femorale dalla tuberosità ischiatica al perone , osso parallelo alla tibia. Quindi, per mettere in azione fortemente questi muscoli, bisogna esaltare la loro azione di estensione del bacino sulle cosce. Dopo entrambi gli esercizi, al di là delle tecniche usate (serie e ripetizioni ) è opportuno decomprimere la schiena in posizione supina (prima) e in sospensione alla sbarra (dopo), per arrivare a percepire la gradevole sensazione che la pressione sui dischi intervertebrali si stia attenuando. Per defaticare ulteriormente: estensioni lombari su panca apposita ed una serie di " crunch" per l'addome sono ideali.
Per concludere , con questi due esercizi (squat e stacco) esalteremo i due requisiti meccanici fondamentali del rachide:
1)
2)
Fine della 1° Parte, continua nella 2 Parte



