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BIOMECCANICA : analisi delle forze nella meccanica umana |
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BIOMECCANICA :
analisi delle forze nella meccanica umana
di Cristina Urbisaglia
L’analisi del movimento consiste nel ricercare tutti i fenomeni meccanici muscolari che presiedono all’esecuzione di un movimento, cioè a considerare il giuoco di forze agoniste e antagoniste che gli danno l’andamento e la velocità. A tale scopo è fondamentale la conoscenza di due materie : la meccanica e l’anatomia funzionale. La meccanica consiste principalmente nello studio della parte di meccanica razionale basata soprattutto sulle forze e applicata all’apparato locomotore.
L’anatomia funzionale è costituita da due parti : lo studio delle proprietà funzionali dei differenti tessuti dell’apparato locomotore e lo studio del campo di azione di ciascun muscolo nei tre piani principali dello spazio, su ciascuna delle articolazioni da lui incrociate. Mi sembra opportuno sottolineare che , benché l’analisi del movimento sia basata su una scienza esatta come la meccanica razionale, essa manca di precisione in molti punti : peso esatto dei segmenti corporei, posizione precisa del baricentro di questi segmenti, forza esatta dei muscoli e grado d’intervento di ogni muscolo in un gruppo sinergico.
La meccanica razionale si suddivide in statica, cinematica e dinamica.
Essendo noi interessati all’analisi delle posizioni iniziali e finali degli esercizi, nonché all’analisi dei movimenti considerati come una successione di posizioni consecutive , focalizzeremo la nostra attenzione a quella parte della meccanica chiamata statica , la quale studia in quali condizioni un corpo si mantiene in equilibrio.
Per parlare di forze è necessario far riferimento ad alcune nozioni di fisica e matematica, che, se pur elementari, riscontrano spesso l’ostilità di parecchie persone : cercherò di rendere l’argomento abbastanza discorsivo senza dilungarmi in "noiosi dettagli", sperando di mantenere viva l’attenzione sul tema principale dell’articolo, cioè la forza intesa come grandezza fisica che descrive e misura le cause del movimento di un corpo, delle sue variazioni e deformazioni.
Si chiama forza qualsiasi fattore che modifica lo stato d’inerzia di un corpo, cioè che pone in movimento, o tende a porre in movimento un corpo in quiete oppure che modifica o tende a modificare la traiettoria o la velocità di un corpo in moto.
Le principali forze che si incontrano nella meccanica umana sono la forza muscolare, risultante dalla contrazione dei muscoli, e la gravità, risultante dall’azione dell’attrazione terrestre sui segmenti corporei. In alcuni casi possono agire forze esterne al soggetto come una resistenza manuale o un peso da sollevare. Inoltre, in certe posizioni ed in certi movimenti, i muscoli a tono elevato oppongono una resistenza, talvolta considerevole, all’assunzione di queste posizioni o all’esecuzione di questi movimenti. Tale resistenza esige delle contrazioni muscolari per il mantenimento delle posizioni o per la corretta esecuzione dei movimenti. In via supplementare, intervengono altre forze quali attriti del suolo, resistenza dell’aria, resistenza dell’acqua nel nuoto, resistenza dei legamenti e delle capsule articolari, attriti interni (forze che generalmente vengono trascurate perché molto piccole e di difficile misura).
Graficamente una forza (F) può essere rappresentata con una freccia (propriamente detta vettore) che ne indica intensità, direzione e verso. Le unità di misura della forza sono il chilogrammo (Kg) o il Newton (N) . Se un oggetto pesa
Applicando una forza ad un corpo ad una determinata distanza (d) , rispetto ad un punto fisso chiamato fulcro, si ottiene un movimento angolare imperniato sul fulcro. Questa tendenza al movimento angolare è data dal momento di forza (M), calcolabile moltiplicando la forza applicata per la distanza d (braccio di leva) : M= F x d. Il valore del momento di forza è indicativo della forza con cui un oggetto tende a ruotare, inoltre, dipendendo da "d", un medesimo valore di forza (F) può determinare diverse torsioni.
Consideriamo a tale proposito 2 soggetti diversi A e B, nei quali il più importante muscolo flessore dell’arto superiore si inserisce in punti diversi (vedi fig. 1 ). In particolare, immaginiamo che il muscolo di A si inserisca in un punto che, quando il gomito è flesso a 90°, consenta un braccio di leva di
Attraverso l’allenamento possiamo migliorare la forza muscolare, mentre l’inserzione dei muscoli è fissa, quindi il corpo umano è naturalmente predisposto verso determinate attività piuttosto che altre.
Un altro tipo di forza esterna che bisogna considerare è quella esercitata dal terreno sul corpo.
Per il principio di azione e reazione, se una persona che pesa
CRISTINA URBISAGLIA



