AZIONE ANTIOSSIDANTE
- Blocco della formazione di radicali liberi
- Rimozione degli agenti ossidanti
- Reazione con le specie reattive, evitandone l'evoluzione naturale
- Trasformazione di un ROS (specie reattiva dell’ossigeno) in un anti-ROS (non più pericoloso)
- Stabilizzazione delle membrane
- Azione indiretta nei confronti della rimozione di sostanze che possano catalizzare i danni da radicali liberi (es. ioni metallici)
- Fissazione del ferro.
AZIONE ANTIGLICOSILAZIONE
La L-carnosina inibisce la formazione delle sostanze indicate con il nome di AGEs, advanced glycosylation end products (prodotti finali di avanzata glicosilazione). Benché il processo di glicosilazione "in vivo" sia lento, esso assume un peso rilevante durante l’invecchiamento ed in presenza di quelle condizioni patologiche nelle quali i livelli ematici di zucchero sono elevati (es. diabete). In questi casi, possono originarsi anomalie a carico dei vari tessuti, in particolare modo di quello connettivo (in seguito al coinvolgimento dei legami crociati di collagene).
CONTRO L’INVECCHIAMENTO E LE PATOLOGIE TIPICHE DELL’ETA’ SENILE
E’ ormai noto come la modifica spontanea della proteina ad opera degli aldosi sia una delle principali cause della degenerazione legata all'età della proteina e del legame crociato, e che essa rivesta un ruolo importante in alcune patologie dell'età senile, quali ad esempio:
- Problemi infiammatori a livello articolare
- Arteriosclerosi
- Diabete
- Morbo di Alzheimer
AZIONE SULLA MUSCOLATURA
Grazie alle sue numerose proprietà, la L-carnosina può rappresentare l'aiuto ergogenico di nuova generazione. Similmente a quanto è stato osservato per il tessuto cerebrale, infatti, la naturale concentrazione della L-carnosina nel muscolo può trovare molteplici spiegazioni funzionali, molte delle quali sono davvero sorprendenti e possono a buon ragione indirizzare l’utilizzo di questa sostanza in ambito sportivo.
PER LA PELLE
La L-carnosina, grazie alle sue naturali proprietà antiossidanti può efficacemente contrastare il naturale processo di invecchiamento del nostro organismo. La pelle, che è notoriamente uno dei primi apparati nei quali è visibile l’azione di degenerazione radicalica, risente dunque positivamente dell’azione della L-carnosina. E’ stato anche dimostrato come la L-carnosina assunta con la dieta od applicata per via topica possa preservare le difese immunitarie cutanee in presenza di esposizione a raggi ultravioletti (UVB) o di agenti chimici quali l’acido urocan.
Potenziali applicazioni terapeutiche
Con il progredire dell’eta’, avviene un’ossidazione delle proteine, a causa della formazione di aldeidi quali quelle dei prodotti di perossidazione e malondialdeide. La carnosina sembra in grado di reagire contro questi prodotti, in virtu’ delle sue specifiche capacita’ di legame. La sua azione antiossidante potrebbe essere di vantaggio in danni neuronali e cellulari quali quelli che si verificano nelle malattie degenerative di origine centrale quali l’Alzheimer e potrebbe portare ad un utilizzo della carnosina quale possibile agente terapeutico nel controllo della progressione di tale malattia. Altre possibili applicazioni riguardano effetti della carnosina in campo oftalmico, in patologie quali le erosioni corneali, le keratiti trofiche e le keratopatie. Dati sperimentali hanno inoltre evidenziato un ruolo nelle alterazioni delle mucose duodenali e dello stomaco. Alla luce di queste evidenze sperimentali, gli effetti piu’ interessanti della carnosina sembrano proprio essere legati alla capacita’ di revertire i processi della senescenza cellulare. Le proprieta’ antiossidanti e di “scavenger” dei radicali liberi sono presupposti ormai acquisiti e che necessitano solo di ulteriori studi per la totale comprensione dei meccanismi specifici a scopo terapeutico e/o preventivo.
Bibliografia
1. Quinn, P.J., Boldyrev, A.A., Formazuyk, V.E., Carnosine: its properties, function and potential applications. Mol Aspects Med., 1992; 13: 379-444.
2. Boldyrev, A.A., Severin, S.E., The histidine-containing dipeptides, carnosine and anserine: distribution, properties and biological significance. Adv. Enzyme Regul., 1990; 30: 175-94.
3. Chan, W.K.M., Decker, E.A., Chow, C.K., et al., Effect of dietary carnosine on plasma and tissue antioxidant concentrations and on lipid oxidation in rat skeletal muscle. Lipid 1994; 29: 461-466.
4. Kohen, R., Yamamoto, J., Cundy, K.C., et al., Antioxidant activity of carnosine, homocarnosine, and anserine present in muscle and brain. Proc. Natl. Acad. Sci., 1988; USA; 85: 3175-9.
5. Zaloga, G.P., Roberts, P.R., Black, K.W., et al., Carnosine is a novel peptide modulator of intracellular calcium and contractility in cardiac cells. Am. J. Physiol. (Heart Circ. Physiol 41) 1997; 272: H462-8.
6. Holliday, R., McFarland, G.A., Inhibition of the growth of transformed and neoplastic cells by the dipeptide carnosine. Br. J. Cancer 1996; 73: 966-71.
7. Hipkiss, A.R., Carnosine, a protective, antiageing peptide? Int. J. Biochem. Cell. Biol., 1998; 30: 863-8.