|
|
|
Il ROLFING® NEL MONDO DELLO SPORT |
|
Il ROLFING® NEL MONDO DELLO SPORT
di MMF - Associazione Italiana Rolfing®
www.rolfing-italia.it e www.rolfing.it
E’ convinzione diffusa che l’unica maniera per ottenere buoni risultati nello sport sia sottoporsi a un allenamento duro, intenso.
Frutto di un simile allenamento può essere l’insorgere di un dolore, invece dell’agognata vittoria, se prima non viene fatta una valutazione delle condizioni reali della struttura corporea e non si trattano gli eventuali scompensi.
I motivi che inducono lo sportivo a provare nuove metodiche sono fondamentalmente due: migliorare la forma (performance) ed eliminare i dolori che incominciano ad affliggerlo, anche come risultato di traumi.
Il Rolfing®, o Integrazione Strutturale, soddisfa tali esigenze.
Questo metodo ha preso il nome dall’ideatrice, la dott.sa Ida Rolf, una bio-chimica americana che ha studiato il tessuto connettivo e la capacità delle fasce connettivali di cambiare: cambiare consistenza, forma, disposizione spaziale.
All’inizio la dottoressa trattava solo persone che avevano subito traumi e non erano più in grado di muoversi come in precedenza. Non solo lei riusciva a ripristinare il movimento, ma andava oltre: togliendo anche tutti i compensi che si erano instaurati dopo il trauma, riusciva a integrare la struttura intera, rendendola più diritta e dinamica di prima.
Ida Rolf si rese conto che questo processo poteva essere applicato a chiunque, per togliere tensioni di qualunque origine, a qualunque individuo.
Mise a punto una sequenza di 10 sedute, di manipolazione delle fasce e di ri-programmazione del movimento, che portano a un equilibrio migliore di tutta la struttura corporea, anche e soprattutto rispetto alla gravità terrestre.
L’equilibrio ottenuto si traduce in una funzione più vantaggiosa, in un movimento più efficace ed economico: il corpo ha migliori riflessi e recupera prima dalla fatica.
Fin dalla prima seduta di Rolfing, l’atleta migliora la sua capacità respiratoria, perché vengono eliminate le restrizioni presenti sulla (e nella) gabbia toracica.
I movimenti degli arti sono resi più indipendenti rispetto al tronco: in parole povere, quando poi lo sportivo tira un calcio o batte la palla - nel tennis o nella pallavolo - la schiena viene meno coinvolta, è più protetta e il gesto atletico è più potente.
Alla fine della seconda seduta, la sensazione di leggerezza è una costante; comincia un lavoro specifico su piedi e gambe che affina l’organizzazione tissutale, ma viene anche esplorato il modo abituale di camminare, o di correre: il peso è caricato tutto sui talloni? Le dita dei piedi sono utilizzate al meglio? Il ginocchio si spiega bene nel movimento?
Con il Rolfing si dà vita a un processo di ascolto che diventa parte fondamentale per cambiare schemi di movimento inadeguati e per consolidare i risultati ottenuti trattando il connettivo.
Questo modo integrato di lavorare è esclusivo del Rolfing: perciò è importante rivolgersi a operatori qualificati – i Rolfers®.
La dott.sa Ida Rolf ha depositato il marchio Rolfing® in tutto il mondo, per evitare che il suo metodo fosse snaturato da scopiazzature mal fatte. Ha creato il Rolf Institute of Structural Integration, che presiede alla formazione dei Rolfers in tutto il mondo. L’Associazione Italiana Rolfing lo rappresenta qui in Italia.
Negli sportivi - ma non solo - molto spesso i dolori acuti si localizzano dove un “anello più debole” ha ceduto, ma sono la manifestazione eclatante di una disorganizzazione più diffusa, magari mai palesata prima. Tendiniti, pubalgia, lombalgie, gomito del tennista sono espressioni di un’incongruenza che il corpo non riesce più ad ammortizzare.
Il Rolfing non pensa a curare questi sintomi: riorganizza l’insieme e ottimizza il rapporto dei vari segmenti corporei tra loro e rispetto alla gravità terrestre. Fare questo, e far comprendere come muoversi in sintonia con la forza di gravità, porta alla scomparsa dei sintomi.
Capire come il corpo compensa per un uso asimmetrico, per un colpo subito, per uno squilibrio strutturale di base, è la chiave per riuscire a rendere stabile un cambiamento, un recupero.
Un caso frequente in chi corre – per esempio - è un dolore alle ginocchia, magari sopraggiunto all’improvviso, senza causa apparente, che poi continua a peggiorare.
In questi frangenti l’atleta si sottopone a trattamenti locali, prende anti-infiammatori… magari c’è un miglioramento temporaneo, poi tutto ricomincia.
Se si fa un’analisi della struttura, si nota che il ginocchio non ha un buon appiombo; il suo movimento non è diritto, ma svirgola, all’interno o all’esterno.
Ciò che non funziona non è il ginocchio in sé, ma il suo rapporto col bacino, col piede sottostante, con la schiena, dove sicuramente si trovano più punti dolenti... Il ginocchio diventa il capro espiatorio di sollecitazioni intense, eseguite in una situazione di squilibrio.
Un aumento dell’organizzazione strutturale complessiva, e quindi anche locale, permette di eliminare il dolore. Solo così il fisico dello sportivo è in grado di raggiungere il massimo delle sue prestazioni, mai conseguite prima.
Per chi è interessato, in una pagina web del Rolf Institute ci sono diversi articoli, pubblicati sui media americani, che parlano dei benefici ottenuti da atleti, anche di livello olimpionico, con il Rolfing:
http://www.rolf.org/media/press.html
L’Associazione Italiana Rolfing (tel.&fax 337 22 26 27), promuove la diffusione del metodo in Italia.
Attualmente in Italia, due volte l’anno, si tiene il Pre-training, corso che è propedeutico al Rolfing, ma che si rivolge anche a tutti gli operatori nel campo della salute che vogliano arricchire la loro formazione e ampliare il loro punto di vista.
A partire dal 2005 si terranno corsi per diventare Rolfers anche in Italia, e in italiano.
Per maggiori informazioni, e per mettervi in contatto un Rolfer, potete consultare i siti
www.rolfing-italia.it e www.rolfing.it



