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LE LESIONI MUSCOLARI NELLO SPORT |
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LE LESIONI MUSCOLARI NELLO SPORT
del Dott. Stefano TRICARICO
L' incidenza delle lesioni muscolari (LM) nello sport è molto elevato, roggiungendo il 15% di tutti i traumi dello sport.
La causa determinante delle patologie muscolari è il sovraccarico funzionale imposto dall' attività sportiva, la sollecitazione esagerata esercita infatti una azione microtraumatica che può determinare una lesione acuta per effetto cumulativo di situazioni ambientali sfavorevoli.
D'altra parte va riconosciuto che è proprio attraverso lo stress muscolare da sovraccarico che l'atleta raggiunge íl potenziamento muscolare necessario per brillare nella propria disciplina sportiva.
Il segno più importante ed immediato di una patologia muscolare è senz'altro il dolore, del quale distinguiamo due nature:
il dolore causato da un'attivítà intensa e legato all'accumulo di cataboliti come l'acido lattico ed il potassio la cui rimozione è ritardata per l' ischemia relativa conseguente a strenua attività muscolare;
il dolore muscolare caratterizzato da insorgenza tardiva rispetto al gesto atletico va invece ricondotto a microscopiche rotture di fibre muscolari, ad ischemia relativa, a danno del tessuto connettivo muscolare.
Le LM acute propriamente dette vanno distinte ín due grandi gruppi:
- LESIONI DIRETTE (da contusíone)
- LESIONI INDIRETTE (Iesione di fíbre da eccedenza di sovraccarico funzionale)
Nelle LM dirette spesso la contusíone avviene nella fase di contrazione muscolare, ed apparire più gravi rispetto alle lesioni distrattive in quanto il muscolo può essere compresso sull'osso sottostante con conseguente formazione dí ematoma ed evolvere in una miosite ossificante.
Le LM indírette possono essere suddivise in tre gradi in base ad un criterio quantitativo e non qualitativo dato che la rottura di fibre muscolari e l' infiltrazione emorragica sono un comune denominatore dei diversi gradi di lesione.
La lesione distrattiva di 1° grado è definita "elongazione " e corrisponde nel gergo tecnico sportivo, allo "stiramento ".
Si ha il coinvolgimento di poche fibre muscolari ed un minimo stravaso ematico.
Il 2° grado dí lesione è la "distrazione" muscolare corrispondente, nel gergo tecnico allo "strappo".
In questo, il numero di fibre coinvolte e l'ematoma sono maggiori tanto da rendere palpabile la lesione.
Il 3° grado è la "rottura muscolare" caratterizzata dal coinvolgimento di tutto il ventre muscolare.
La lesione delle fibre muscolari, sia di poche sia di tutto il ventre, è quindi sempre accompagnata alla rottura di vasi e di capillari, con conseguente formazione di un ematoma poichè durante l' attività sportiva i muscoli sono vascolarizzati; per questo il grado di emorragia non dipende solo dalla gravità della lesione del muscolo ma anche dal suo tono al momento del trauma.
La riparazione della LM è mediata dalla rigenerazione delle fíbre muscolari e dalla contemporanea produzione di tessuto di granulazione.
Il muscolo scheletrico ha un' elevata capacità di riparazione e di rigenerazione (Carlson, 1968).
Infattí,a 2/3 giorni dalle lesioni appaiono mioblasti ai bordi del tessuto traumatizzato.
Queste cellule provengono dalle cellule satelliti (cellule distinguibili dalle fibre muscolari e che cotituiscono il 5/10% dei nuclei delle cellule miogeniche nel corso della rigenerazione) e dei nuclei delle miofibrille coinvolte nella lesione (Rezní k, 1973).
Nelle lesioni lievi dove le membrane basali non sono interrotte le cellule satelliti sono la sola fonte di mioblasti (Teravainem, 1970).
Nelle Lesioni più gravií e in quelle da compressione, il processo è più complesso. Esso consiste ín necrosi infiammazione e produzione di tessuto connettivale di carattere cicatriziale (Reznik, 1973).
Dopo 7/8 giorni dal trauma torna gradualmente la capacità contrattile.
Sebbene si abbiano fenomeni dí reinnervazione non si ottiene una guarigione completa in termini di recupero di forza contrattile.
Il nuovo muscolo contiene relativamente poche fibre e una grande quantità di tessuto connettivo.
Le condizioni che favoriscono l' insorgere delle LM sono diverse.
L' inadeguato riscaldamento muscolare, l'affaticamento, l' incordinata contrazione dei muscoli antagonisti, lo stress sono alcuni tra i fattori legati alle condizioni dell' atleta.
Da non dimenticare i processi flogistici, come tonsilliti e ascessi apicali, in quanto possono provocare a volte miositi o facilitare l' esaurimento muscolare.
Il tipo di allenamento, il tipo di calzatura, le condizioni climatiche sono invece fattori ambientali che possono favorire una LM.
Il freddo, ad esempio, aumenta il tono muscolare e riduce il calibro vasale provocando così una ipossia relativa nel momento di più intensa richiesta di ossigeno.



